Scritto da redazione online - Giovedì 05 Gennaio 2012 11:05

Romero il merlo nero

Continuano le novelle tratte dal libro "Storie dal Giardino"

 

di Gabriella Cappelli

 

 

Vi ricordate Romero il merlo, nero? Lo abbiamo incontrato nel giardino insieme a Paciuga la tartaruga quando l'aveva messa al corrente dell'arrivo di Tommy.

Ebbene Romero faceva parte della schiera degli animaletti del giardino anche se viveva su un cipresso di confine; infatti andava sempre a cercare cibo lì e per questo lo sentiva un pò come casa sua. Romero aveva una triste storia alle spalle, l'aveva raccontata talmente tante volte agli altri animali che vuole raccontarla anche a voi.

La famiglia di Romero era venuta a vivere sul cipresso di confine quando lui era ancora senza piume e non sapeva volare. C'erano la mamma ed il babbo che pensavano a procurargli il cibo e lui stava beato nel suo nido. Era veramente un bel posto quello! Il cipresso era così vicino alle case che non c'era nessun pericolo nella stagione della caccia e la famigliola viveva felice.

Un brutto giorno però, mentre mamma merlo stava nel giardino a beccare dei buoni vermi da portare a Romero, un'ombra furtiva le si avvicinò. Era Pepe il grosso e grasso gatto dei vicini. In fondo era una buona bestia, perché i suoi padroni non gli facevano mai mancare il cibo, ma si sa, gli animali rispondono all'istinto e Pepe vedendo quel bell'uccellino non poté fare a meno di dargli una zampata. Non era stata una zampata molto forte, forse voleva essere solo un modo di giocare, ma purtroppo Mamma merlo rimase gravemente ferita. Cominciò a pigolare così forte che la nonna si affacciò sul giardino; vide Pepe alla prese con Mamma merlo e lo scacciò, raccolse il piccolo uccello ferito e lo nascose dietro il camino che si trovava nell'angolo del giardino:

"Nonno, vieni un pò a vedere questo merlo, Pepe lo ha ferito, possiamo fare qualcosa?" Il nonno si avvicinò, ma si rese subito conto che non c'era niente da fare, infatti dopo poco mamma merlo morì.

Romero naturalmente non sapeva niente e rimase tutto il giorno ad aspettare il ritorno della mamma, mentre il babbo si allontanava per cercarla. Passò ancora un giorno e non vedendo tornare né il babbo né la mamma, Romero si fece coraggio e mise il becco fuori dal nido.

Dio mio come era alto quel cipresso! La terra sembrava lontano mille miglia, come avrebbe fatto a scendere e procurarsi qualche vermetto, il suo stomaco stava reclamando con degli strani rumori! Romero si affacciò di nuovo e pensò "Dovrò morire di fame quassù sulla cima di questo cipresso?" Passò lì vicino una tortora dai bei colori panna e beige e vedendolo in difficoltà, gli disse:

"Piccolo merlo ricordati che sei un uccello, hai le ali e quindi puoi volare e scendere fino a terra per procurarti il cibo. Fatti coraggio metti le zampette sul bordo del nido e lasciati andare."

Beh inutile dire che Romero era letteralmente paralizzato dalla paura, ma le rimostranze del suo stomaco ebbero la meglio; chiuse gli occhi, si avvicinò al bordo del nido e si lasciò andare. Mamma mia, stava andando giù a capofitto, la terra si avvicinava così velocemente che Romero pensò:" Ecco adesso faccio una bella frittata di merlo!"

La Tortora lo seguiva:

"Batti le ali, batti le ali, - disse - sono fatte apposta per volare, forza che ce la fai!".

Il piccolo merlo provò, alzò un'ala poi l'altra ma non successe niente, cominciò allora a muoverle freneticamente tutte e due insieme e......meraviglia, si sentì sollevare, guardò in basso e vide che la terra si allontanava, girò intorno al cipresso e piano piano seguendo i consigli della Tortora, atterrò. Che bella sensazione avere qualcosa di solido sotto i piedi! Il Giardino era stato appena bagnato, sotto la terra fresca Romero trovò molti piccoli insetti, il suo stomaco si saziò e smise di brontolare.

Romero era rimasto solo ma adesso era in grado di volare e di procurarsi il cibo. Aveva fatto amicizia con Paciuga la tartaruga che in cambio delle notizie che lui le portava dai giardini vicini, gli lasciava beccare le briciole delle sue fette di pane. Non era difficile vederli vicini l'uno all'altra mentre mangiavano ed i Nonni, a volte, si mettevano in un angolo a guardarli e sorridevano contenti di avere quel piccolo zoo dove tutti stavano bene ed erano felici.

Naturalmente Romero doveva fare i conti con Pepe e gli altri gatti che ogni tanto transitavano da quel Giardino, ma era diventato molto scaltro e con la complicità di Paciuga che lo avvisava del pericolo, riusciva sempre a cavarsela. Così ogni sera tornava nel vecchio nido sulla punta del cipresso di confine ed allora pensava ai suoi genitori e diventava triste, però poi il pensiero andava ai suoi nuovi amici e si sentiva fortunato perché sapeva di poter contare sempre su di loro e per questo non sarebbe mai stato solo.

Allora si addormentava sereno sognando un nuovo giorno da trascorre nel "suo" Giardino!

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