Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image
ULTIMA ORA
Torna su

Torna su

Nessun Commento

Città unica Rende-Cosenza, l’opinione della consigliera Pupo Il suo pensiero viene condiviso dall’associazione “Rende Bene Comune” e dal Gruppo consiliare "Laboratorio Civico"

Città unica Rende-Cosenza, l’opinione della consigliera Pupo Il suo pensiero viene condiviso dall’associazione “Rende Bene Comune” e dal Gruppo consiliare "Laboratorio Civico"
Testo-
Testo+
Commenta
Stampa

Ecco l’intervento della consigliera comunale Rosaria Pupo al Consiglio comunale di Rende del 19.04.2017, elaborato in accordo con l’Associazione “Rende Bene Comune” e condiviso dal Gruppo consiliare “Laboratorio Civico”:

“La fusione fra due o più realtà comunali è un percorso complesso ed articolato che deve, per arrivare a buon fine, tenere conto di tutta una serie di questioni che hanno a che vedere con la storia da cui provengono i diversi territori, con lo stato attuale e con l’immagine di futuro che ciascuna parte considera per sé come auspicabile.

L’unione fra più comuni rappresenta un’innovazione istituzionale e come tale un elemento di rottura verso quanti hanno o credono di avere vantaggio dal mantenimento dello status quo. Ogni innovazione per avere successo deve allora essere accompagnata da tutta una serie di strategie di complemento che vincano le resistenze che l’ambiente, in cui si propone, può porre.

Sono stati più volte sottolineati i vantaggi che potrebbero derivare dalla creazione di un sistema di amministrazione unica a partire dallequestionipiù recenti che si sono poste attorno alla nascita del nuovo polo sanitario o della metropolitana leggera. E’ fuor di dubbio che avere un’unica autorità decisoria costituirà un bene per tutti nella definizione di scelte strategiche di sviluppo dell’intera area urbana. Non mi soffermerò quindi sugli indubbi vantaggi che l’unione potrebbe avere, ma vorrei sottolineare 5 punti che rappresentano tappe  necessarie per approdare all’obiettivo che ci poniamo. Obiettivo che trova la sua giustificazione empirica nel fatto che la città unica c’è già nell’esperienza diretta di coloro che vivono e si muovono dentro i territori dei comuni interessati al progetto.

  1. La creazione del consenso attorno all’unione. E’ necessario a mio parere non soltanto che vi sia la libera decisione delle rappresentanze politiche espresse con le elezioni, ma un consenso maturato fra i cittadini. Non mi riferisco solo al raggiungimento del 50+1% dei voti espressi in un eventuale referendum, ma alla necessità di porre in essere una serie di azioni che coinvolgano fattivamente la popolazione nella progettazione e costruzione della città unica.
  2. La trasparenza nei procedimenti legislativi che delineano il percorso. La regione sta preparando una legge che regolamenterà le procedure. L’unione dei comuni deve rappresentare l’occasione di un salto di qualità nella gestione del potere politico perché le nuove rappresentanze non siano il mero esito dei giochi di forza fra le preesistenti forze politiche ma venga dato ampio protagonismo alle rappresentanze della società civile.
  3. La creazione di un tavolo tecnico-politico per la redistribuzione delle risorse messe in comune e l’analisi dei bilanci che ciascuna parte porta in dote.
  4. L’attenzione che il nuovo soggetto amministrativo dovrà preventivamente porre al recupero ed alla valorizzazione di quelle aree che al momento sono in stato di degrado o di abbandono e che tuttavia custodiscono il cuore della tipicità dei singoli comuni.
  5. La valorizzazione della presenza dell’Università della Calabria come contenitore di competenze utili nello sviluppo di strategie di accompagnamento del processo di unione.

Il Coordinatore Vincenzo Pezzi

 

Partecipa alla discussione