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Povia: da astro nascente ad emarginato della musica Viaggio nel controverso mondo dell'artista

Povia: da astro nascente ad emarginato della musica Viaggio nel controverso mondo dell'artista
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Anno 2005, Giuseppe Povia presenta il suo singolo “I bambini fanno ooh..” al festival di Sanremo ma viene squalificato poiché la canzone era stata già presentata in pubblico violando le regole del festival. In ogni caso la canzone riscuote un grande successo, viene presentata per volere del conduttore (Paolo Bonolis) all’ultima serata e rimane in cima alle classifiche per svariate settimane. Il suo successo però è posticipato di un solo anno, nel 2006 vince Sanremo con la canzone “Vorrei avere il becco”, canzone che esalta la monogamia e la fedeltà coniugale.

Artista particolare, tratta temi abbastanza scottanti con canzonette orecchiabili ed apparentemente banali ma pregne di significato, è questo che lo rende apprezzabile da svariati tipi di pubblico. Assume spesso posizioni a favore della famiglia e partecipa al family day nel 2007. Il 2008 non inizia nel migliore dei modi per il cantante, si apre con l’esclusione dal festival di Sanremo, Povia in questo caso definisce Pippo Baudo “tornacontocratico” ed organizza un evento musicale in una piazza di Sanremo il giorno in cui il Festival era fermo per il campionato di calcio.

Sempre nel 2008 però riesce a recuperare con il Leone d’Argento assegnatogli durante la manifestazione “la Gondola d’Oro” per la sua carriera musicale. Il 2009 è un anno cruciale per la carriera di questo artista molto discusso, partecipa al festival di Sanremo con “Luca era Gay”, canzone che narra la storia di un uomo che diventa omosessuale a causa di una situazione familiare molto difficile, si piazza al secondo posto, ma attira verso di sè le ire dell’Arcigay e delle associazioni LGBT che, già fin da quando viene annunciato il titolo della canzone che Povia avrebbe presentato a Sanremo, cercano in tutti i modi di evitare la sua partecipazione.

Nonostante questo spiacevole inconveniente, Povia continua ad esercitare la sua libertà d’espressione sfornando pezzi su temi scottanti, nel 2010 presenta a Sanremo il pezzo “La verità” che narra la vicenda di Eluana Englaro, ragazza rimasta in stato vegetativo per oltre diciassette anni in seguito ad un incidente stradale e deceduta per morte naturale in seguito alla sospensione della nutrizione artificiale, la cui morte, nel febbraio del 2009 ha diviso l’opinione pubblica riguardo all’eutanasia.

Arriva alla serata finale ma anche stavolta non mancano le critiche degli ambienti ecclesiastici che lo ritengono un inno all’eutanasia. Dopo questo pezzo Povia comincia a venir emarginato dall’ambiente discografico, continua a produrre lavori simili ai precedenti senza preoccuparsi di essere etichettato come omofobo, nazionalista per il brano “Siamo Italiani”, pezzo che si limita ad elencare le bellezze caratteriali e paesaggistiche del nostro Belpaese, e complottista quando
nel 2016 pubblica ContrOrdine Mondiale.

La libertà d’espressione prevale sulla voglia di allinearsi al “pensiero unico” del mondo artistico e musicale, cos’è la musica se non espressione del proprio pensiero? Perché un artista non è libero di scrivere o cantare la sua opinione che non offende nessuno ma propone semplicemente un personale punto di vista? Strana storia quella di Povia, artista più amato d’Italia nel 2005 ed artista più emarginato dal 2013 in poi, ed è una storia che probabilmente si ripeterà se non si ritornerà a lasciare libero l’estro degli artisti che iniziano a scarseggiare perché spesso limitati a causa delle loro idee non conformi.

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