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La curiosa storia di Keith Moon Viaggio nel mondo del batterista degli "Who"

La curiosa storia di Keith Moon Viaggio nel mondo del batterista degli "Who"
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Keith Moon, britannico nato il 23 Agosto del 1946, di sicuro è uno dei batteristi più importanti e più talentuosi della storia del rock. Ha un suono esplosivo, non solo metaforicamente, pensate che durante un concerto riempì un rullante di polvere da sparo per farlo esplodere dopo l’esibizione.

Sfortuna volle che scoppiò prima, Keith si ferì ad una gamba e Pete Townshend, chitarrista, perse quasi l’udito. Keith Moon, entrato negli Who nel 1964, non è un batterista tecnico, non è un metronomo, è solamente un animale che col suo stile istintivo e feroce segna la storia della musica rock ed influenza decisamente l’intera formazione.

Keith insieme agli Who è il punto di riferimento di una subcultura giovanile sviluppatasi nel Regno Unito alla
fine degli anni ’50, i Mod. Vestiti da bravi ragazzi, pantaloni a sigaretta e parka, amano gli scooter italiani come la Lambretta e la Vespa. Il loro stile di vita contempla il rock, la vita notturna e le anfetamine.

“I wanna die before get old” cantano gli “Who” in “My Generation”, voglio morire prima di diventare vecchio. Oltre ai lavori in studio, Concept album che raccontano vere e proprie storie come “Tommy” la storia di un ragazzino che assiste ad un omicidio e diventa muto, cieco e sordo e solo grazie alla musica riacquista i suoi sensi, la forza degli Who è proprio dal vivo. Keith Moon mette in mostra tutto il suo talento e la sua creatività, ed insieme agli altri componenti della band spacca gli strumenti alla fine del concerto.

La stessa rabbia che Keith Moon però mette durante i concerti, a dispetto del suo look da bravo ragazzo, la
trasferisce anche nella vita privata. Il batterista sfascia tutte le camere d’albergo in cui si trova durante i tour della Band, una volta addirittura entra con una Bentley dentro la piscina, punta una pistola carica sulla moglie che lo abbandona spaventata.

Una volta va anche peggio però, Keith entra in un pub storico, il Red Lion, e scatena una rissa con un gruppo di Skinhead; appena perde il controllo della situazione cerca di scappare con l’automobile ma mette sotto la sua guardia del corpo e la uccide. Oltre a questa rabbia incontrollabile il grande limite di Keith Moon è anche l’uso sconsiderato di alcool e droghe. Prima di un concerto in California mischia varie sostanze e per tranquillizzarsi prende 15 chetamine. Sviene sul palco e viene sostituito da Scott, batterista presente tra il pubblico. Comincia così la parabola discendente di Keith Moon che, non rendendo più, è costretto a farla finita con alcool e droghe e così decide di andare in una clinica negli Stati Uniti dove comincia a disintossicarsi.

Il 6 Settembre del 1978 Keith partecipa ad un party, a Londra, a cui erano presenti anche Paul McCartney e consorte, beve ma senza esagerare dimostrandosi stranamente tranquillo. A metà serata va a prendere la sua ragazza e la porta in casa, lì guardano un film horror “il Testamento del Dottor Mabus” e dopo aver litigato con la sua ragazza decide di andare a dormire. Porta con sé i farmaci che utilizzava per curarsi dall’alcolismo. Il mattino dopo la fidanzata, Annette, si sveglia e lo trova immobile in camera. Keith Moon è morto per overdose di farmaci. Finisce così l’esistenza di Keith Moon, il batterista più esplosivo di tutti i tempi.

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