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L’incognita del rigassificatore di Gioia Tauro Arriva su Approdonews la nuova rubrica "Ambientiamoci", curata dall'urbanista Pino Romeo

L’incognita del rigassificatore di Gioia Tauro Arriva su Approdonews la nuova rubrica "Ambientiamoci", curata dall'urbanista Pino Romeo
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Anche in Calabria, terra di frontiera energetica, l’inverno detta le sue leggi fatte di corse al riscaldamento e di accensione dei caloriferi, e con le temperature in picchiata gli esperti del settore tornano alla carica elogiando i benefici di un rigassificatore che, benchè sia stato bocciato due volte dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, si dovrebbe costruire nella seconda zona industriale di San Ferdinando, esattamente alle spalle dell’ex-porto più grande del Mediterraneo. Tralasciando gli insormontabili problemi tecnici dovuti alla liquefazione del terreno, esattamente dove il Comitato Portuale ha inteso rilasciare nel 2013 la concessione demaniale, e alle diverse faglie sismiche attive, dove nessuno sano di mente costruirebbe una infrastruttura sottoposta ai rigidissimi vincoli della normativa Seveso III, sappiamo bene che negli scorsi anni, anche nei periodi di maggior crisi dovuti ad un rallentamento della fornitura di gas metano dall’estero, l’unico rigassificatore allora funzionante in Italia, quello di Panigaglia, non ha mai lavorato al pieno delle sue potenzialità, smentendo quindi le Cassandre di governo ed i suoi fiancheggiatori uniti.
Lo spettro di un’Italia al freddo e al gelo diventa quindi una garanzia da passare all’incasso per speculatori di ogni risma operanti in assenza di una coerente Strategia Energetica Nazionale. Il rigassificatore della piana di Gioia Tauro, il più grande d’Europa con i suoi dodici miliardi di metri cubi (espandibili a sedici…), resta – sebbene non costruito –  il paradigma della confusione regnante in campo energetico nazionale, dettato al momento esclusivamente dalla implementazione dei “desiderata” di Eni, Enel, Unione Petrolifera e lobbies di ogni genere.

L’attenzione degli “stakeholders” che recepiscono le difficoltà oggettive nella lotta contro i “prenditori energetici”, sia quindi rivolta ad una tutela collettiva e ragionata dell’ambiente, in modo da azzerare in un prossimo futuro, mire speculative tutt’altro che disperse all’orizzonte.
Torneremo sull’argomento…
Pino Romeo, urbanista

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