Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image
ULTIMA ORA
Torna su

Torna su

Nessun Commento

Alla scoperta di Steven Wilson Geniale musicista inglese spesso trascurato e sottovalutato

Alla scoperta di Steven Wilson Geniale musicista inglese spesso trascurato e sottovalutato
Testo-
Testo+
Commenta
Stampa

Quando si parla di musica psichedelica e progressiva la mente va subito ai pionieri e maggiori rappresentanti di questo genere, i Pink Floyd. Molti gruppi e musicisti, influenzati dal “Fluido Rosa”, hanno cercato in futuro di ripercorrerne le gesta, spesso però risultandone la copia sbiadita. La storia di Steven Wilson parte proprio da loro, ha solo otto anni quando a Natale i genitori gli regalano “Dark Side of the Moon”. Da quest’album e da “Love to love you baby” di Donna Summer comincia la storia di questo virtuoso musicista che ha scritto e continua a scrivere pagine importanti della musica progressiva mondiale.

Comincia fin da piccolo formando varie band a livello scolastico, matura una notevole disinvoltura sul palco anche se egli stesso ammette di preferire registrare i pezzi che suonarli dal vivo. Nel suo percorso musicale raggiunge l’apice della notorietà con i Porcupine Tree. I Porcupine Tree non sono una vera e propria band ma un progetto del
musicista che suonava tutti gli strumenti per poi registrarli. In seguito nasce una collaborazione con Richard Barbieri alle tastiere, Colin Edwin al basso e Chris Maitland alla batteria. Wilson invece alle chitarre ed alla
voce. Questa sarà la line-up dei Porcupine Tree, nel 2001 però la band recluta Gavin Harrison, uno dei migliori batteristi viventi, a sostituire Chris Maitland. Il primo album dei Porcupine Tree è “On the Sunday Of Life” rilasciato nel Luglio del 1992 e contiene Radioactive Toy, un pezzo che rievoca molto le atmosfere dei Pink Floyd ma senza scadere nel banale e mantenendo l’originalità.

Con l’album seguente “Up The Downstair” del 1993 Steven Wilson raggiunge il suo obiettivo, un album di musica progressiva, genere in voga negli anni ’70, con le sonorità sporche e cattive del rock degli anni ’90. I porcupine Tree continuano in questa direzione innovando il loro sound album dopo album. Tratti di Space Rock in “Signify”, alzano il tiro nel 2002 con il Progressive Metal che identifica “In Absentia”, offrono pezzi di più facile ascolto (Lazarus) pur proseguendo con le stesse intenzioni in “Deadwing”, album del 2005. Iniziano a balzare agli onori della cronaca mondiale con “Fear of a Blank Planet” raggiungendo la posizione n.59 nella Billboard U.S. e ricevono il riconoscimento di album migliore del 2007 dalla rivista “Classic Rock”.

Nel 2010 compongono il loro ultimo album, “The Incident” prima della pausa che Steven decide di prendersi per impegnarsi nei progetti da solista. Da solista produce “Insurgentes”, “Grace for Drowning”, “The Raven that Refused to Sing”, “Hand Cannot Erase” e “4½”. Steven Wilson, personaggio enigmatico, vegetariano, ateo, contrario al fumo ed alle droghe, amante del cinema è una realtà importante, troppo spesso trascurata, del panorama musicale mondiale. Ascoltare per credere.

Partecipa alla discussione